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venerdì, 25 gennaio 2008

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/I_referendum_subito#body
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postato da: pierinolapeste alle ore 19:50 | link | commenti
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mercoledì, 17 gennaio 2007

Non so quanti conoscono la storia di Felice Ippolito.


Nato a Napoli nel 1915, ingegnere, professore di geologia nelle Università di Napoli e di Roma, Ippolito fu tra i primi a intraprendere le ricerche di uranio in Italia sul finire degli anni Quaranta. Egli fu poi segretario del primo Comitato nazionale ricerche nucleari (Cnrn), creato nel 1952, e segretario generale quando il Comitato fu trasformato in Comitato nazionale energia nucleare (Cnen) nel 1960. Il Comitato fu l'ente governativo italiano incaricato di promuovere un programma di ricerca e sviluppo in campo nucleare inteso come progetto di diversificazione energetica e di politica industriale.
La vicenda professionale e umana di Felice Ippolito fu drammaticamente segnata nel 1963 da un caso giudiziario, il primo del genere e il più clamoroso nella storia dell'Italia repubblicana, in seguito al quale egli fu processato e condannato a 11 anni di carcere per illeciti penali concernenti lo svolgimento delle sue funzioni di responsabile di un ente pubblico. Si trattò di un processo che suscitò grande scalpore e che rappresent˜ una sorta di spartiacque nella storia della politica energetica e della ricerca scientifica in Italia. In seguito al caso Ippolito, infatti, si verificò un brusco rallentamento dei grandi programmi di ricerca nucleare e venne meno il collegamento con iniziative di applicazione industriale.

 ( tratto da 
Il progetto nucleare italiano (1952-1964)
Conversazioni con Felice Ippolito
di Curli, Barbara
Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, Catanzaro, 2000
pp. 296 )

La cosa particolare che piu o meno contemporaneamente fu processato ( sempre per formali irregolarità aministrative poi risultate inesistenti ) e incarcerato anche Domenico Marotta che alla testa dell'Istituto  Superiore di sanità stava portando avanti ricerche che, secondo lo storico della scienza Enrico Bellone  avrebbero potuto portare l'Italia alla avangiardia della ricerca farmaceutica e delle biotecnologie.
A questo aggiungiamo che solo un paio di anni prima era morto in circostanze poco chiare Enrico Mattei.

Ora io non voglio fare del complottismo, ma solo evidenziare come dietro ad alcuni problemi di scarsa competitvità dell'Italia ci siano anche casi di interferenze dovuti solo a lotte di potere.

Che si sono ripetuti quando abortì la fusione Italtel-Telettra per disccordi tra Craxi e Agnelli sulle poltrone di comando di quello che poteva essere un polo produttivo elettronico competitivo a livello mondiale.

Forse qualcuno crede che l'Italia possa essere salvata dal popolo delle partite IVA che piange lacrime amare e vuole i dazi sulle produzioni cinesi, ma io penso che finchè le lotte di potere avranno il sopravvento sull'iniziativa e la creatività, non avremo mai un sistema industriale competitivo.


postato da: pierinolapeste alle ore 19:17 | link | commenti (12)
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domenica, 10 dicembre 2006

Voglio fare un omaggio ad un Blog che ho sempre trovato molto interessante e acuto.
Forse anche perchè è titolato ad uno dei piu grandi intellettuali del 900 Karl Kraus.
Attualmente lo si può leggere qui : urbiloquio.com/kkblog/

Il primo agosto scorso il titolare di detto blog ha ben pensato di torturare le povere menti dei suoi lettori con una domanda terribile:

Tante volte, quando trattiamo argomenti giuridici, ci è stato rimproverato il tecnicismo, l’ostinazione, la noia. Eppure, considerate che il diritto è importantissimo. Una  sola riga del legislatore, e  non solo vanno al macero intere biblioteche, ma cambiano i rapporti sociali, cambia il modo di vivere, cambiano abitudini antichissime, in una parola, cambia tutto il mondo. Lo sapevate, per esempio, che l’Antico Regime non è stato abbattuto dalla Rivoluzione francese, né dalle guerre napoleoniche, né dalla macchina a vapore, ma da una piccola norma di legge, due righette a stampa apparentemente innocue e inermi? Vediamo chi scopre che norma è.


Dato che spesso ho trovato, nei blog libertari una tendenza a vedere nei rapporti economici l'unica realtà, mentre penso che questi siano solo dei meccanismi, e la forma delle istituzioni possa esserne sostanza tanto quanto l'economia, la domanda mi ha perseguitato fino alla pubblicazione della risposta.

 L’articolo 745 del Code Napoléon, che così recitava all’epoca:

I figli o i loro discendenti succedono al padre e alla madre, o agli altri loro ascendenti, senza distinzione di sesso né di primogenitura, e anche qualora siano nati da diversi matrimoni.
Essi succedono per  quote uguali e per teste, quando sono tutti di primo grado e chiamati per capo: succedono per stirpe, quando vengono, in tutto o in parte, per rappresentazione.

L’introduzione di questo principio – l’uguaglianza di tutti i figli nella successione ereditaria, indipendentemente da primogenitura e sesso – è stata il colpo di grazia all’Antico Regime. Addio vasti possessi terrieri secolari e atavici, tramandati di primogenito in primogenito, di maggiorasco in maggiorasco, col loro corollario di figli cadetti che si davano alla carriera ecclesiastica o a quella militare, e di figlie maritate il prima e meglio possibile – i.e. al marito più abbiente, o meno esigente in fatto di dote – oppure spedite già piccole in convento. Il mondo che vediamo oggi è, in non piccola parte, il frutto di questa piccola norma di legge. Non si direbbe davvero, a leggerla, eh?

Questo ha risvegliato una mia vecchia passione per la storia, e mi sono deciso a compiere il passo fatale che meditavo da tempo, di gettarmi nella lettura di un pesante tomo di uno dei maggiori storici del secolo scorso, Fernand Braudel , " Civiltà materiale, economia e capitalismo - le strutture del quotidiano ( secoli XV-XVIII ).
Spero di uscirne mentalmente intatto, e cercherò di mostrarvi qui quel poco che riuscirò a capirne.

postato da: pierinolapeste alle ore 21:33 | link | commenti (10)
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domenica, 03 dicembre 2006


Accetto di tutto cuore l'affermazione, - "Il governo migliore è quello che governa meno", e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest'altra affermazione, alla quale pure credo, - "Il miglior governo è quello che non governa affatto", e quando gli uomini saranno pronti, sarà proprio quello il tipo di governo che avranno.

H.D.Thoreau 1848

postato da: pierinolapeste alle ore 22:12 | link | commenti (5)
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giovedì, 16 novembre 2006

I GIUSTI di Jorge Luis Borges

Nato nel 1899 e morto nel 1986 Jorge Luis Borges è stato secondo me uno dei più grandi scrittori e poeti del secolo, ha saputo mescolare una grande cultura e conoscenza dei classici con una scrittura priva di intellettualismi o sperimentalismi superflui.
Ha influenzato romanzieri come  Paul Auster e Philip Dick ma, per misteriosi motivi, non è mai stato considerato degno del premio Nobel.
Ma forse un motivo l'ho trovato, sta nel commento che ho trovato ultimamente ad una delle sue poesie piu belle:
 
I Giusti.

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.



"Azioni e comportamenti individuali portano a un grandioso esito inintenzionale. Forse involontariamente il poeta ha scritto una delle più belle formulazioni della teoria dell' "ordine inintenzionale" di Friedrich A. von Hayek".

postato da: pierinolapeste alle ore 19:00 | link | commenti (5)
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giovedì, 09 novembre 2006

Libertari e ambientalisti spesso sembrano provenire da due pianeti diversi, di solito l'ambientalista viene considerato un sinistrorso che sogna un mondo privo di industrie, selvaggio e irreale.
Questo può essere vero per alcune persone, ma ci sono aspetti della difesa dell'ambiente che non vengono tenuti in considerazione, forse perché le tesi della difesa dell'ambiente sono state fatte proprie da una sinistra luddista che trova nell'impoverimento generale la soluzione ad errori che hanno tutt'altra causa.
Prima di tutto penso sia giusto definire cosa significa difesa dell'ambiente:
Non significa assolutamente difendere zone del mondo per la loro bellezza naturale.
La nostra vita e sopravvivenza dipende da una gran quantità di esseri viventi che ci circondano, che ci servono per nutrimento, ma anche per rendere l'ambiente in cui viviamo abitabile.
La sopravvivenza di molte fonti di nutrimento è legata ad una diversità genetica che è l'unica protezione nei confronti del rischio di una loro estinzione.
Questo perché al interno di popolazioni differenziate geneticamente ci saranno sempre individui che possono sopravvivere a catastrofi che porterebbero all'estinzione popolazioni omogenee.
Quindi l'idea della biodiversità come forma di salvaguardia della nostra sopravvivenza e il rifiuto di una gestione statalista e centralizzata dell'ambiente non mi sembrano certo idee socialiste.
Anzi l'idea che la salvezza del nostro pianeta sia nell'individualismo, sia tra gli uomini che tra gli altri esseri viventi, che la responsabilità personale nei confronti del mondo che ci circonda, che era al centro del modo di vivere della civiltà contadina, senza delegare ad autorità superiori possa  fare molto di più per l'ambiente di tanti discorsi campati per aria, mi sembra molto vicina alle idee libertarie.
Non per niente uno dei precursori della difesa dell'ambiente è stato Thoreau padre spirituale di Ghandi, di cui come chiusa ideale lascio questo brano tratto da "Disobbedienza civile"

"Penso che dovremmo essere prima di tutto uomini, e poi cittadini. Non è auspicabile avere rispetto della legge nella stessa misura in cui si nutre rispetto per la giustizia. Il solo obbligo che ho il diritto di assumermi è di fare ciò che ritengo giusto. [...] Un risultato comune e naturale del rispetto delle leggi è che puoi vedere una fila di soldati [...] tutti che marciano verso la guerra in mirabile ordine per monti e per valli, contro la loro volontà e, ahimè, contro il loro buonsenso e la loro coscienza [...]. In questo modo la massa degli uomini serve lo Stato non come uomini ma come macchine, con il loro solo corpo: [...] gli uomini si mettono allo stesso livello del legno, della terra e della pietra [...] E tuttavia uomini del genere sono comunemente stimati buoni cittadini. [...] Un uomo saggio si adatterà ad essere usato solo come uomo e non si sottometterà ad essere "argilla" [...] ma lascerà questo compito alla sue ceneri: "Sono di nascita troppo nobile per diventare proprietà di qualcuno, per essere il secondo al comando, o bravo servo e strumento di qualunque Stato sovrano al mondo".

postato da: pierinolapeste alle ore 21:23 | link | commenti (6)
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mercoledì, 11 ottobre 2006

Ultimamente ho esplorato il mondo dei blog più o meno liberali, giustamente critici nei confronti dell'attuale governo.
La cosa principale che ho notato è che la tanto citata divisione della società italiana a metà, tra una parte per cosi dire di sinistra e una di destra, per quanto semplifichi la sitauzione sia una dura realtà, ma che esiste da molti anni.
La politica della Democrazia cristiana era solo riuscita a nasconderla.
Secondo me il problema piu serio non è tanto, come possono pensare molti il fatto di avere un governo di destra o di sinistra, quanto la fossilizzazione della classe politica.
Perchè non possiamo avere anche in Italia un David Cameron o uno Zapatero?
La possibilità di un ricambio continuo in caso di fallimenti è un segno di salute.
La schumpeteriana distruzione creativa dovrebbe a maggior ragione funzionare con le forze politiche, che dovrebbero sapersi rinnovare o morire.
Le lamentele sull'università o la sanità in mano a baroni che cooptano i collaboratori, dovrebbero essere rivolte ad entrambi le coalizioni politiche.
Ho 46 anni e nel mondo del lavoro ho a che fare con persone della mia età ad ogni livello e devo vedere maggioranza e opposizione in parlamento dominate da 2 settantenni?
Faccio un esempio limite, Napoleone salì al potere in Francia a 30 anni,  fece riscrivere  in 4 anni  il codice civile e quello penale e terminò la sua carriera nel 1814 a 45 anni.
Il codice napoleonico è alla base anche del codice civile italiano.
E in ogni luogo vedo solo polemiche tra ideali e/o ideologie?

postato da: pierinolapeste alle ore 21:47 | link | commenti (5)
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giovedì, 07 settembre 2006

07 settembre 2006

Su richiesta del buon Kaelidan mi sono deciso a vincere la mia enorme naturale pigrizia e metter la prima pietra di questo blog, che finora era rimasto desolatamente vuoto.

Ne approfitto per presentarmi, lavoro in un industria chimica come responsabile di un reparto, ho quasi il doppio dell'eta di Kaelidian, e sono sempre stato un tiepido sostenitore delle posizioni del partito radicale.

Trovo abbastanza interessanti le opinioni di persone come Libertarian ma la mia cultura di uomo di produzione industriale me le fa sentire spesso utopistiche , in quanto vedo i meccanismi della produzione e del commercio e li trovo troppo simili ai meccanismi della politica e della amministrazione di uno stato per pensare che siano meccanismi evitabili.

In questo senso mi vedo come un uomo di potere, nel mio piccolo, e alcune volte ho l'impressione che l'alternativa allo Stato nonostante tutti i suoi difetti possa essere l'hobbesiana legge della giungla.

Faccio notare ai vari disperati che si azzarderanno ad entrare qui che, la mia cultura, limitata ad una maturità tecnica di 30 anni fa non mi pemetterà grandi miracoli di retorica.

AU REVOIR

 

  


postato da: pierinolapeste alle ore 20:06 | link | commenti (3)
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